Confraternita Ss. Sacramento

 

Il culto della SS. Eucaristia ha trovato lungo i secoli diverse forme di espressione, che in conformità alla sensibilità dei tempi e alle indicazioni dei Pastori, hanno cercato di far crescere nell’ animo dei fedeli l’ amore per il Signore e la conformità a Lui nella vita quotidiana.

Una modalità particolarmente significativa e carica di tradizione nella nostra Parrocchia è quella della presenza della CONFRATERNITA DEL SS. SACRAMENTO, costituita da fedeli impegnati a vivere personalmente nella celebrazione liturgica e nella preghiera personale il riferimento all’ Eucaristia e, come gruppo, a prestare il proprio ministero nelle più solenni manifestazioni del culto eucaristico.

* Storia della Confraternita

La Confraternita del SS. Sacramento fu eretta a Seregno dal delegato dell’ Arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo, padre Leonetto Clivone, il 18 settembre 1567 presso l’ antica chiesa di San Vittore. Essa sorse in seguito al pressante invito rivolto dal Cardinale subito dopo essere arrivato a Milano, nel primo concilio provinciale del 1565, perché in ogni Parrocchia si istituisse la “Societas corporis Christi”, in piena sintonia con il rinnovato spirito religioso che emergeva dal Concilio di Trento; e l’ invito fu generosamente accolto perché alla sua morte nella Diocesi se ne contavano già 556.

L’ associazione del SS. Sacramento aveva come scopo la diffusione del culto eucaristico, centrale in tutto il cristianesimo; ma in anni di polemica antiprotestante appariva addirittura necessario ribadire con fermezza la fede nella presenza reale di Gesù Cristo nell’ Eucaristia e manifestarla attraverso gesti concreti e pubblici.

A Seregno i confratelli dovevano provvedere all’ acquisto dell’ olio per la lampada e dei paramenti; ad acquistare la cera per l’ altare e le processioni; si impegnavano ad accompagnare il viatico per i moribondi, a partecipare alle Quarantore di adorazione, a celebrare mensilmente una S. Messa solenne all’ altare della Vergine in San Vittore, a prendere parte a numerose processioni.

La processione è un rito antichissimo, come la fede nel potere benefico che la presenza divina, attraverso una sua immagine significante, diffonde sui luoghi percorsi e sui fedeli che l’ accompagnano degnamente; e in ogni età la dignità è fatta di preghiere e insieme di apparato esteriore: per i confratelli c’ era perciò l’ obbligo e l’ orgoglio di indossare la divisa prescritta dalla Statuto (per il SS. Sacramento era di colore rosso), di portare i preziosi stendardi e i pesanti ed elaborati candelieri.

Quanto si è detto ci aiuta a capire perché le Confraternite sono apparse un baluardo del cattolicesimo contro la riforma protestante, e per converso, in terra protestante, un’ espressione perversa e superstiziosa del cattolicesimo: l’ etica protestante condannava aspramente sia l’ interesse per le indulgenze che venivano attribuite quasi ad ogni gesto dei confratelli, sia la loro passione per il decoro esteriore, che li spingeva ad ornare gli altari e le cappelle, ad acquistare stendardi e divise.

Non va poi trascurato un aspetto significativo della vita della Confraternita: la libera elezione degli ufficiali (priore, sottopriore, cancelliere e tesoriere): il termine, mutuato dal linguaggio militare, sottolinea la combattività in difesa della fede di queste “compagnie” in divisa, legate fra loro da stretti vincoli di amicizia e solidarietà, ma capaci anche di contrapporsi a “compagnie” diverse.

Nel 1786, in tutta la Lombardia e nei domini asburgici, l’ autorità civile soppresse le Confraternite, ad eccezione di quella del SS. Sacramento, la più moderna e la meglio organizzata.

L’ abolizione ebbe varie motivazioni: la preoccupazione per l’ ordine pubblico, l’ interesse dell’ erario per i beni, spesso ingenti, accumulati dalle Confraternite, il monopolio dell’assistenza riservato allo Stato.

Proprio perché si occupava di culto più che di assistenza e possedeva un patrimonio meno ingente delle altre, la Confraternita del SS. Sacramento interferiva meno con i poteri dello Stato: forse per questo sopravvisse indisturbata.

* Regolamento della Confraternita del SS. Sacramento

Natura, scopo e costituzione della Confraternita

Art. 1 – La Confraternita del SS. Sacramento è un gruppo di fedeli, che, all’ interno della comunità parrocchiale, intendono porre, con particolare intensità ed evidenza, l’ Eucaristia al centro della propria vita spirituale e della testimonianza cristiana in ambito familiare e sociale, e che si impegnano a promuovere il culto eucaristico all’ interno della propria parrocchia in spirito di servizio e di collaborazione con i responsabili della pastorale ordinaria e con riferimento all’ insegnamento del Magistero e alle indicazioni dei libri liturgici.

Art. 2 – La Confraternita del SS. Sacramento appartiene come Gruppo parrocchiale all’ Associazione delle Confraternite del SS. Sacramento dell’ Arcidiocesi di Milano, associazione pubblica eretta dall’ Arcivescovo.

La Confraternita ha come luogo per i propri raduni il locale sito in parrocchia.

Membri della Confraternita

Art. 3 – Possono essere membri della Confraternita i fedeli, appartenenti alla Comunità parrocchiale, che, impegnandosi a condurre una vita ispirata al Vangelo, abbiano la seria intenzione di crescere nella pietà eucaristica mediante la partecipazione alle celebrazioni liturgiche, la preghiera personale e comunitaria, lo spirito di servizio, e che siano disponibili a seguire le direttive della Confraternita e le indicazioni dei suoi responsabili, soprattutto in riferimento alla promozione del culto eucaristico.

Art. 4 – Le domande di adesione vanno dirette in forma scritta al Parroco. La mancanza o il venir meno dei sopraricordati requisiti, verificata dal Parroco, è motivo di rifiuto della domanda o di perdita della qualifica di membro della Confraternita.

L’ ammissione alla Confraternita avviene con apposito rito in una celebrazione parrocchiale con la presenza dei membri della Confraternita.

I responsabili

Art. 5 – Il Parroco è il Direttore della Confraternita. Egli accoglie le domande di adesione, la dirige spiritualmente, ne traccia le direttive e ne coordina le varie attività.

Art. 6 – All’ interno dei membri della Confraternita vengono scelti, perché abbiano compiti di responsabilità in collaborazione con il Parroco: il Priore, il Cancelliere, il Tesoriere. Essi vengono eletti ogni tre anni dall’ Assemblea generale e possono essere riconfermati fino a tre mandati di seguito.

Art. 7 – Il Priore, in stretta collaborazione con il Parroco, attende all’ ordinato svolgimento delle riunioni, distribuisce gli incarichi per le celebrazioni e le altre attività alle quali i confratelli e le consorelle sono chiamati a partecipare.

Il Cancelliere agisce in collaborazione con il Priore, lo aiuta nell’ espletamento delle sue mansioni, adempie i vari compiti riguardanti la segreteria (redige i verbali delle riunioni, gli avvisi, l’ elenco dei membri della Confraternita…).

Il Tesoriere, in stretta collaborazione con il Cancelliere e il Priore, tiene la contabilità della Confraternita.

L’ Assemblea generale

Art. 8 – L’ Assemblea generale della Confraternita, che si compone di tutti i suoi membri, è chiamata a verificare, discutere, votare su quanto proposto all’ ordine del giorno. L’ Assemblea è convocata dal Direttore almeno una volta all’ anno ed è validamente costituita con la presenza della maggior parte dei membri della Confraternita. Le delibere sono prese con la maggioranza assoluta dei presenti. L’ elezione dei Responsabili della Confraternita avviene per scrutinio segreto e con la maggioranza assoluta dei presenti. Dopo il secondo scrutinio risultato inefficace, è eletto Priore colui che ha ottenuto il più elevato numero di suffragi. In caso di parità prevale il più anziano per età. Il Cancelliere e il Tesoriere, in caso di parità, vengono designati dal Priore, d’ intesa con il Parroco.

Art. 9 – Spetta all’ Assemblea generale stabilire anche ammontare e modalità di versamento delle quote associative, tenendo conto delle comuni possibilità dei membri e in ordine all’ adempimento dei compiti della Confraternita medesima.

Il Gruppo giovani

Art. 10 – E’ bene che all’ interno della Confraternita si costituisca il Gruppo giovani, che, ispirandosi alle finalità proprie della Confraternita e osservando le indicazioni comuni a tutti gli iscritti, avrà momenti formativi propri e iniziative particolari in armonia con le attività della pastorale giovanile parrocchiale. Il Gruppo giovani sarà guidato da un Animatore scelto dal Parroco d’ intesa con il Priore della Confraternita.

Impegni degli iscritti

Art. 11 – Con il proposito di tendere alla pietà eucaristica per la crescita della propria vita spirituale e di promuovere il culto eucaristico nella propria comunità parrocchiale, gli iscritti alla Confraternita del SS. Sacramento assumono, in particolare, i seguenti impegni:
la presenza frequente, possibilmente quotidiana, alla celebrazione della Messa con la premura di partecipare attivamente e fruttuosamente a tutta l’ azione sacra, sia nella proclamazione della Parola, sia nell’ offerta della Vittima immacolata, consapevoli che una più perfetta partecipazione al sacrificio eucaristico si ha ricevendo la Comunione sacramentale;
la disponibilità, soprattutto nella Messa domenicale o festiva, a collaborare attivamente con i responsabili parrocchiali dell’ animazione liturgica nei diversi uffici di ministrante, lettore, cantore… ciascuno secondo le proprie attitudini; ai confratelli e alle consorelle deve stare a cuore anche l’ ordinato svolgimento delle sacre cerimonie prestando attenzione all’ assemblea dei fedeli (servizio di accoglienza, ordine, pulizia e decoro della chiesa, raccolta delle offerte, ecc.);
la preghiera personale in adorazione del SS. Sacramento ( la visita a Gesù nel tabernacolo o sosta orante in chiesa) è vivamente raccomandata a tutti i membri della Confraternita con frequenza regolare secondo le possibilità di ciascuno (quotidianamente o almeno un giorno alla settimana); si propone, soprattutto ai giovani, l’ impegno dell’ adorazione prolungata al venerdì come preparazione all’ Eucaristia domenicale, oppure alla sera del sabato o della domenica come veglia di lode e di ringraziamento al Signore Risorto;
la piena adesione alle iniziative programmate in parrocchia per dare la giusta rilevanza al culto eucaristico in particolari ricorrenze dell’ anno: il Triduo pasquale, le solennità del Corpus Domini e del Sacratissimo Cuore di Gesù, le SS. Quarantore, il primo venerdì del mese; gli iscritti alla Confraternita sono chiamati ad osservare i turni di adorazione loro assegnati perché sia assicurata nella comunità la continuità della preghiera davanti al SS. Sacramento; inoltre essi sono invitati ad animare l’ adorazione in forma comunitaria rispettando la normativa liturgica propria del culto eucaristico fuori la Messa e suggerendo, in particolare ogni primo venerdì del mese, le intenzioni della preghiera: in riparazione ed espiazione dei peccati, per le varie necessità della Chiesa e del mondo… . Il culto eucaristico non è mai una devozione privata o intimistica, ma è espressione della fede della Chiesa che prega per la salvezza dell’ intera umanità;
i confratelli e le consorelle sono chiamati a curare lo svolgimento ordinato e devoto delle processioni eucaristiche secondo le indicazioni date dal Parroco e dal Priore;
saranno disponibili ad esercitare, su proposta del proprio Parroco e nomina dell’ Ordinario diocesano, il ministero straordinario della Comunione Eucaristica per gli ammalati e gli anziani, o a rendersi collaboratori in tale servizio;
nel caso di malattia prolungata o di infermità essi sono chiamati a vivere intensamente la pietà eucaristica offrendo con amore le proprie sofferenze, in unione al sacrificio della Croce, per la Chiesa e per l’ umanità; se gravemente ammalati, siano di esempio alla comunità nel chiedere e ricevere con fede i sacramenti dell’ Unzione degli Infermi e del Viatico;
la pietà eucaristica si esprime anche di fronte alla morte, soprattutto con il ricordo della preghiera per i defunti presso l’ altare del Signore: nel limite del possibile i confratelli e le consorelle prenderanno parte ai funerali come espressione della partecipazione della comunità parrocchiale al dolore di chi piange la scomparsa di una persona amata; si impegneranno a far celebrare tre sante Messe in suffragio dei defunti della Confraternita, possibilmente durante l’ ottava dei morti. La preghiera per i defunti della propria famiglia e della comunità sia valorizzata anche mediante l’ acquisto delle indulgenze secondo la dottrina della Chiesa;
l’ impegno a partecipare agli incontri di catechesi o di spiritualità programmati dalla parrocchia e a quelli specifici proposti dalla Confraternita;
la pietà eucaristica porta all’ esercizio della carità intesa come obbedienza al comandamento del Signore Gesù e come espressione della fede nella sua presenza in ogni fratello bisognoso di aiuto; gli iscritti alla Confraternita sono chiamati a praticare con maggiore impegno le opere di misericordia spirituale e corporale e a donarsi al prossimo con spirito di servizio. I responsabili della Confraternita, in collaborazione con la Caritas parrocchiale e con il Gruppo missionario, potranno proporre agli iscritti particolari impegni in favore delle attività caritative e missionarie della comunità. In particolare, i giovani iscritti alla Confraternita saranno stimolati dal proprio Animatore a partecipare con generosità ed entusiasmo alle opere di carità della propria comunità parrocchiale e, secondo le necessità, delle parrocchie vicine.

Disposizioni particolari

Art. 12 – Quando la Confraternita è ufficialmente invitata da Parroco a partecipare alle celebrazioni liturgiche solenni e in occasione delle processioni eucaristiche, i confratelli e le consorelle potranno indossare, secondo le consuetudini locali, le divise tradizionali o portare il distintivo proprio.

L’ abito dei confratelli e delle consorelle e il distintivo verranno benedetti dal Parroco nel rito di ammissione alla Confraternita.

Nelle processioni eucaristiche ed anche in altre cerimonie religiose solenni la Confraternita potrà provvedere al maggior decoro del culto mediante l’ uso di stendardi o altri apparati propri.

La Confraternita del SS. Sacramento si impegna a collaborare, anche con l’ intento di valorizzare la devozione popolare, nella preparazione e nella celebrazione delle feste della Madonna e dei Santi particolarmente significative per la vita della comunità parrocchiale.

È bene che i confratelli e le consorelle abbiano a loro disposizione libri di preghiere e di spiritualità proposti o consigliati dal Parroco per la meditazione personale o per i momenti di preghiera comunitaria.

Le indulgenze

Art. 13 – La Chiesa anche ai giorni nostri invita tutti i suoi fedeli a ben ponderare quanto l’ uso delle indulgenze sia di giovamento alla vita dei suoi figli, anzi, di tutta la società cristiana.

Nell’ indulgenza, infatti, la Chiesa facendo uso del suo potere di ministra della redenzione di Cristo Signore, non soltanto prega, ma con intervento autoritativo dispensa al fedele debitamente disposto il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi in ordine alla remissione della pena temporale.

Gli iscritti alla Confraternita sono vivamente esortati a far tesoro delle indulgenze concesse dalla Chiesa soprattutto in riferimento alle preghiere e alle pratiche religiose connesse con la pietà ed il culto eucaristico.

Si propongono anzitutto tre concessioni di indulgenze, con le quali il fedele è invitato ad informare allo spirito cristiano le azioni di cui è intessuta la sua vita, ed a cercare la perfezione della carità nelle sue ordinarie occupazioni.

Viene concessa l’ indulgenza parziale: al fedele che, nel compiere i suoi doveri e nel sopportare le avversità della vita, innalza con umile fiducia l’ anima a Dio, aggiungendo, anche solo mentalmente, una pia invocazione; al fedele che, con spirito di fede e con animo misericordioso, pone sé stesso o i suoi beni al servizio dei fratelli che si trovino in necessità; al fedele che, in spirito di penitenza, si priva spontaneamente e con suo sacrificio di qualche cosa lecita.

Vengono anche indicati alcuni atti di culto con annessa indulgenza: si concede l’ indulgenza parziale al fedele che visita il SS. Sacramento; viene concessa l’ indulgenza plenaria se rimane in adorazione almeno per mezz’ ora; l’atto di comunione spirituale, espresso con qualsiasi pia formula, è arricchito dell’ indulgenza parziale; si concede l’ indulgenza plenaria alla recita del Rosario fatta in chiesa, oppure in famiglia, in una comunità religiosa, in una pia associazione; in altra circostanza è concessa l’ indulgenza parziale; si concede l’ indulgenza plenaria al fedele che compie secondo le previste modalità il pio esercizio della Via Crucis; si concede l’ indulgenza parziale al fedele che legge la Sacra Scrittura con la devota venerazione alla parola divina e a modo di lettura spirituale; se la lettura si protrae almeno per mezz’ ora, l’ indulgenza è plenaria; si concede l’ indulgenza plenaria al fedele che si dedica agli esercizi spirituali almeno per tre giorni interi; si concede l’ indulgenza plenaria al fedele che partecipa devotamente al solenne rito che si celebra a conclusione dei congressi eucaristici; chi accompagna devotamente la processione eucaristica o partecipa all’adunanza della propria Confraternita acquista l’ indulgenza parziale (concessione vescovile).

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